8 consigli per gestire i capricci dei figli ed essere genitori più autorevoli
Si parla molto del valore educativo dei limiti che noi genitori dovremmo saper fissare per i nostri figli. Ma spesso per molti genitori questi concetti sono più facili a dirsi che a praticarsi. La buona pratica non sempre si raggiunge subito, quindi, la prima regola dei genitori “quasi perfetti”, per dirla con Bruno Bettelheim, è:
1. Non scoraggiatevi: coltivate la pazienza e la consapevolezza di voi stessi
accettando che diventare genitori “sufficientemente buoni” è un processo per prove ed errori e non uno stato naturale.
Cercate di essere consapevoli dei vostri “nervi scoperti” e dei vostri temi personali: molte delle nostre reazioni emotive e delle nostre azioni sono dettate da modalità di relazione che abbiamo acquisito già dalla nostra infanzia nel rapporto con le figure significative per noi e tendiamo a metterle in atto in modo inconsapevole. Vecchie ferite, paure, attribuzioni ed interpretazioni infondate, comportamenti appresi come risposte automatiche, possono influenzare le nostre “decisioni” educative e renderci poco obiettivi. Prendiamoci cura del nostro “bambino interiore” e riflettiamo sul nostro sistema di valori per poter essere degli adulti più consapevoli con i nostri figli.
2. Valutate il vostro “No!”
In uno stato di presenza mentale e di calma potrete valutare se dire un “No!”, nel vostro caso specifico, sia effettivamente utile o necessario (è utile per il bambino o per noi? a quale fine?). Ricordate che dire troppi “no”, è come dirne troppo pochi: il bambino tenderà a ribellarsi e a non riconoscere la bontà di tutti quei limiti, a volte francamente ingiustificati. Il bambino, o il ragazzo, non va educato all’obbedienza acritica – “lo devi fare e basta perché lo dico io!” – ma, in modo adeguato al suo livello di maturazione, va guidato verso la comprensione etica del valore di alcune regole – “Lo devi fare perché è giusto, è utile per la salute, necessario per la tua sicurezza, per la convivenza con gli altri, per rispetto…ecc”.
L’eccesso di autoritarismo diviene paradossalmente simile al lassaiz-faire nei risultati finali. Allo stesso tempo, non temiate di ferire vostro figlio in modo irreparabile solo perché come genitori avete anche il duro compito di porlo di fronte alla frustrazione del ricevere dei limiti (i bambini non sono gusci d’uovo!).
Saper riconoscere ed accettare che la realtà non può sempre essere come noi vorremmo è fondamentale per il bambino, affinché acquisisca la forza e la maturità per affrontare le sfide della vita in modo realistico.
3. Osservate le vostre reazioni emotive
La fermezza si può raggiungere solo se saremo noi stessi abbastanza capaci di regolare le nostre emozioni: è più probabile riuscire a dare delle regole in modo efficace se non siamo in preda alla rabbia. La regola è più efficace se viene data in uno stato di controllo di noi stessi: la persona arrabbiata e fuori di sé trasmette un’immagine di impotenza e di scarso controllo e non ha la lucidità necessaria per valutare la bontà delle proprie azioni, che sono piu che altro re-azioni automatiche ed inconsapevoli, fatte per scaricare tensione emotiva (vedi la famosa sculacciata oggetto di tanti dilemmi pedagogici).
4. Date il “No” con calma e neutralità
La psicologia della comunicazione ci spiega che circa solo un 7% dell’efficacia di un messaggio è dato dal contenuto in sé, il restante 93% è determinato da come diciamo le cose, cioè dagli aspetti non verbali della comunicazione.
Nell’educare i bambini sono fondamentali il tono, il volume della voce e la mimica facciale e la postura, perchè essi trasmettono l’atteggiamento emotivo con cui ci stiamo rivolgendo all’altro e l’intenzionalità dietro alle nostre parole. Ad esempio, parlare con sarcasmo ed ironia può far sentire il bambino sfidato, umiliato o preso in giro. Urlare, alla lunga diventa inutile e pure le minacce, specie se alle parole non seguono i fatti.
Inoltre, se abbiamo un tono esasperato il bambino potrà recepire da parte del genitore un intento punitivo o una mancanza di autocontrollo, più che un autorevole e giusto limite e, se vostro figlio è animato da un bel caratterino, certamente non vorrà piegarsi a quella che per lui è un’ingiustizia o una sfida, oppure lo farà, se teme le conseguenze, ma voi vi sarete guadagnati, oltre all’obbedienza, anche il suo rancore e una scarsa fiducia.
5. Mantenete la vostra decisione
Una volta che avete deciso che il vostro sarà un “no!” e che lo avrete annunciato con calma e con un tono più neutro possibile – e qui ci vuole altrettanto controllo ed impegno – è il momento di non tornare indietro! Qualsiasi cosa il bambino sia abituato a fare per farvi cambiare idea, voi dovrete restare sulla vostra decisione, senza eccedere nelle spiegazioni, una volta che le avrete date in modo conciso e chiaro ( ai bambini non servono lunghe disquisizioni filosofiche) e restando calmi.
6. Respirate e dis-identificatevi
Ovvero prendete le distanze da voi stessi, coltivando pensieri utili ed allenandovi a indebolire quelli che vi portano a perdere il controllo emotivo ( evitate di dirvi ad es. che vostro figlio sta facendo di tutto per farvi impazzire, che vi sta sfidando, che lo fa apposta, che dovete fargli vedere voi chi comanda, che verrete giudicati come genitori incapaci, che lo state facendo soffrire….e altri pensieri inutili del genere). Questi pensieri non fanno altro che portare la vostra rabbia all’escalation o instillare sensi di colpa che non consentono di agire nella maniera più utile. Pensateci: infondo, se con i capricci riesce ad ottenere quello che tanto desidera, perché il bambino dovrebbe mai smettere? “Mai cambiare qualcosa che funziona!”.
Se anche doveste accorgervi che il “no” che avete posto non era davvero necessario, è opportuno che non cambiate idea e che manteniate la parola data (vorrà dire che la prossima volta valuterete meglio se dire no o meno). Questo è fondamentale affinché vostro figlio abbia un’immagine coerente di voi. Nell’esperienza del bambino coerenza è sinonimo non solo di autorevolezza, ma anche e soprattutto di chiarezza, prevedibilità e sicurezza. Se lui saprà cosa aspettarsi da voi, si comporterà di conseguenza.
7. Respirate, respirate, respirate!
Ancora più profondamente se necessario, almeno tante volte quante dovrete ripetere il vostro “NO!”.
8. Coltivate la gentilezza verso voi stessi e i vostri figli
Infine, dopo che avrete ottenuto un miglioramento, anche piccolo, nel rapporto con i vostri figli, cogliete sempre l’occasione per complimentarvi con voi stessi e con loro, per sottolineare l’impegno e i risultati ottenuti.
Ricordate che non esiste la ricetta valida per tutti nel difficile mestiere di essere genitori, tuttavia la cornice che rende efficace qualsiaisi mezzo educativo è la qualità della relazione, l’atmosfera emotiva che riuscirete a creare attivamente, il calore che saprete emanare anche quando dovrete incarnare il modello di genitore che impartisce regole e norme con fermezza irremovibile.
Last but not least, trovate sempre il tempo e le occasioni per passare con vostro figlio dei momenti di qualità dal punto di vista affettivo. Mettete da parte impegni e preoccupazioni, spegnete telefonino e dispositivi vari, e state insieme a lui: guardatevi negli occhi, ascoltatevi, ridete ed emozionatevi insieme. Se il bambino sarà soddisfatto delle attenzioni che riceve, non avrà bisogno di attirare la vostra attenzione con i capricci.
“Se continui a fare quello che hai sempre fatto, continuerai ad ottenere ciò che hai sempre avuto” – Warren G. Bennis
