Sostegno psicologico all'adolescente

«I due grandi problemi dell’adolescenza sono: trovarsi un posto nella società e, allo stesso tempo, trovare se stessi.» – Bruno Bettelheim

L’adolescente si trova in una sorta di “Terra di mezzo” in cui non è più un bambino, ma neanche un adulto responsabile di sé e indipendente. I compiti ed i temi evolutivi con cui si trova a doversi confrontare sono coinvolgenti, intensi e a volte travolgono come una tempesta: gli umori cambiano, il corpo si trasforma ed espone a timori e giudizi, il mondo dei coetanei rimpiazza, almeno in parte, le relazioni familiari. Il ragazzo è spinto ad esplorare il mondo là fuori in cerca della propria identità, sempre in bilico tra l’essere unico e particolare e, allo stesso tempo, il bisogno di appartenere e condividere. Tra il mostrare le proprie competenze e il peso di doversi misurare.

Svincolarsi dal mondo dell’infanzia e dalla dipendenza dai genitori non è sempre facile, può produrre tensioni emotive e a volte avviene con modalità brusche, ribelli o addirittura aggressive.

La maturazione cognitiva ed emotiva di un adolescente non lo rende ancora in grado di elaborare attraverso il pensiero e la riflessione il tumulto di emozioni che gli si possono agitare nell’animo, pertanto a volte affetti e sensazioni vengono tradotti in condotte anche piuttosto impulsive o addirittura rischiose. In altri casi si può assistere ad una chiusura e un ripiegamento su se stessi, evitando il contatto con il mondo esterno.

Quando la tensione emotiva è molto forte, possono comparire sintomi somatici (mal di testa, disturbi gastrici, muscolari o dermatologici), possono insorgere difficoltà del sonno, nella concentrazione e nello studio. Le difficoltà scolastiche possono essere indice di un sottostante disagio psicologico, ma può essere anche l’inverso, una difficile carriera scolastica può determinare profondi problemi di autostima. Il disagio può anche manifestarsi come paure e ansie, rifiuto di andare a scuola, perfezionismo, abuso di sostanze o di devices tecnologici.

I genitori possono avere la sensazione di trovarsi di fronte a quell’abisso generazionale che sembra porsi come una profonda frattura fra il proprio mondo e quello dei figli, con cui diventa sempre più difficile rapportarsi.

Richiedere un aiuto psicologico può significare di offrire al ragazzo/a che lo desideri uno spazio neutro e protetto, senza giudizio, dove il suo vissuto personale possa prendere la forma di pensieri e parole, oltre che di gesti. Uno spazio personale di ascolto e di relazione.

Ma può anche significare aiutare i membri della famiglia a stabilire modalità più funzionali di interagire, ascoltare, comprendersi l’un l’altro, aprendo uno spazio di maggiore contatto e condivisione, con l’aiuto del terapeuta.

Domande frequenti

Esistono anche psicoterapie per bambini e adolescenti?

Certamente! Le psicoterapie per i bambini sono molto diverse da quelle con gli adulti, ma non per questo sono meno utili. Al contrario la grande plasticità della mente del bambino può essere un fattore prognostico positivo. Il lavoro con i bambini, diversamente dalla psicoterapia nell’adulto o nella coppia, avviene in gran parte tramite strumenti alternativi alla parola, come per esempio il gioco o il disegno. Anche nei casi di crisi o disagi adolescenziali importanti la psicoterapia può essere una strada, infatti, la psicoterapia degli adolescenti può essere spesso molto efficace proprio poichè il loro vivere una fase di sviluppo facilita i cambiamenti, che possono essere più rapidi che in un adulto. Spesso nelle psicoterapie con i bambini e gli adolescenti vengono coinvolti anche i genitori, che possono essere aiutati anche tramite un sostegno individuale (centrato sulla funzione genitoriale), indipendente da quello del bambino o adolescente.

Una terapia con l’adolescente può risolvere i suoi problemi a scuola?

Sì, può essere. Bisogna tenere presente però che i problemi scolastici sono spesso l’esito di problemi comportamentali o psichici di altro tipo e quindi non ci si può aspettare che il miglioramento a scuola sia il primo effetto della terapia. Può succedere ma non sempre succede e, spesso, non può essere l’obiettivo primario della terapia con l’adolescente che ha come fine il suo benessere e sviluppo.

Terapia per il ragazzo, per i genitori o per tutta la famiglia?

Quando un bambino incontra delle difficoltà emotive, comportamentali o relazionali, quando manifesta dei sintomi ben precisi, spesso la sofferenza e il disagio coinvolgono, seppur con modalità differenti, tutta la famiglia. Anche l’intervento terapeutico potrà essere più efficace se i genitori saranno disposti a coinvolgersi nel processo che va dalla prima consultazione fino agli incontri psicoterapeutici veri e propri. Molto spesso, anche la coppia genitoriale necessita di una guida da cui trarre spunti per apportare alcuni cambiamenti nelle modalità di relazionarsi al bambino o di comunicare con lui o di accogliere e recepire i suoi bisogni più profondi.

A seconda dei singoli casi, potrebbe essere indicato per i genitori fare un percorso di sostegno alla genitorialità, parallelo a quello del bambino, oppure può rivelarsi più utile fare degli incontri congiunti con tutta la famiglia, o, ancora, alternare incontri con il bambino a colloqui con i genitori.

In alcuni casi può anche essere indicato un percorso terapeutico individuale per il singolo genitore.

Cosa faccio per garantire la vostra privacy?

Se immaginate di dover sostenere una consulenza con uno psicologo potreste pensare che dover raccontare così tanto di sé ad un estraneo sia complicato, e sicuramente per molti lo è, ma sarà mia cura mettervi a vostro agio, rispettando i vostri tempi e favorendo la vostra apertura con fiducia.

Per ciò che riguarda invece l’aspetto più formale, l’articolo 11 del Codice Deontologico degli psicologi obbliga ogni professionista ad osservare il segreto professionale attenendosi alla più rigorosa riservatezza. Le informazioni confidenziali non potranno essere rese pubbliche se non con il vostro consenso scritto. Fanno eccezione a questa norma le situazioni in cui sia a repentaglio la vostra vita o quella altrui, come nei casi di abuso, violenza o trascuratezza di bambini.

Qualcosa su di me

Sono una psicologa e psicoterapeuta ad indirizzo Gestalt Analitico; mi occupo di consulenza e  supporto psicologici dell’adulto, del bambino e dell’adolescente. Faccio psicoterapia sia individuale che di gruppo. Mi occupo anche di psicologia scolastica e di tecniche di rilassamento applicate sia alla clinica, che all’educazione e alla gestione dello stress.

Nel 2004 mi sono laureata con lode in Psicologia ad indirizzo Clinico e di Comunità presso l’Università degli Studi Carlo Bo’ di Urbino. Mi sono specializzata in psicoterapia Gestalt Analitica individuale e di gruppo presso il Centro studi Psicosomatica di Roma.

Ricevo su appuntamento nel mio studio a Civitanova Marche in via Einaudi 394, presso il centro C.R.I.S.


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