Gestalt Analitica

La psicoterapia Gestalt Analitica nasce come approccio integrato tra la terapia della Gestalt e la psicologia Analitica di Carl Gustav Jung.

In psicoterapia Gestalt Analitica si lavora, come in Gestalt, sul momento presente del paziente, sulla consapevolezza e la valorizzazione della sua intenzionalità e responsabilità come mezzi per il raggiungimento di un’esistenza piena, caratterizzata da un quotidiano autentico “esserci” nel mondo.

Scopo della terapia è anche quello di mettere il paziente in contatto con le proprie emozioni e i propri bisogni incompiuti, spesso alla base di molti sintomi nevrotici; attraverso la presa di coscienza e l’utilizzo delle proprie risorse il paziente è stimolato ad agire nel proprio mondo, a agire attivamente nella propria realtà per operare dei cambiamenti.

Altro terreno importante di lavoro in psicoterapia Gestalt Analiltica è il corpo, sul quale eventi, vissuti, emozioni, ricordi, fatiche quotidiane  lasciano segni profondi e visibili, sotto forma di posture, tensioni, contratture, disturbi funzionali. Lavorare passando anche attraverso questi aspetti corporei contribuisce al raggiungimento di un’armonia globale della persona.

Il Libro Rosso, circa 1915, C.G.Jung

La psicoterapia Gestalt Analitica si basa su un approccio integrale, che sottolinea costantemente la relazione circolare e imprescindibile che esiste tra corpo e mente, tra parti coscienti e inconsapevoli della psiche,  tra individuo e ambiente.

Il contributo della Psicologia Analitica in questo approccio è quello di allargare e approfondire lo sfondo di lavoro. Il campo d’azione si amplia in quanto si parte da tematiche presenti e bisogni attuali, per poi giungere a ciò che vi sta sotto, analizzando la storia personale del paziente con i suoi aspetti e significati, anche inconsci, come gli aspetti complessuali e le zone d’Ombra della psiche. Si esplora la propria interiorità fino ad arrivare in luoghi ancora più antichi, comuni a tutti gli uomini, propri dell’inconscio collettivo: i temi archetipici che si incarnanano nella nostra vita attraverso simboli e rappresentazioni.

Strumenti d’elezione in questa fase del lavoro sono l’analisi dei sogni, delle fantasie e l’utilizzo dell’immaginazione attiva.

Coppa e due profili, 1915, E. Rubin